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giovedì 22 dicembre 2016

Brucia i grassi. Infuso di aloe e zenzero.

Infuso di aloe vera e zenzero.  È perfetto per metà pomeriggio. Lo zenzero è un buon antinfiammatorio, depurativo, evita la ritenzione idrica, favorisce la digestione, riduce le infiammazioni e, unito all’aloe vera, aiuta anche a eliminare i grassi e a depurare.



Lo zenzero, insieme all’aloe vera, ci aiuterà a trattare anche altri sintomi associati ai seguenti disturbi:

  •         Il dolore muscolare
  •         Il mal di testa
  •         I dolori mestruali
  •         Pressione arteriosa


Ingredienti


  • 1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato (2,5 g)
  • 1 cucchiaio di gel di aloe vera (15 g)
  • 1 bicchiere d’acqua (200 ml)
  • cucchiaino di miele o sciroppo d’acero (7,5 g)


Preparazione



Per preparare questo saporito infuso, dovete grattugiare l’equivalente di un cucchiaio di radice di zenzero, aggiungere un cucchiaio scarso di aloe vera, versare una tazza d’acqua e portare tutto a ebollizione in una teiera. Spegnete il fuoco e lasciate riposare 10 minuti. 

Dove acquistare?

Il succo di aloe vera può essere acquistato nei negozi specializzati in prodotti naturali per il benessere e negli ipermercati più forniti. Importante Devi essere certo sulla: provenienza, il luogo di coltivazione con tecniche BIO, la raccolta, il metodo di lavorazione ed estrazione del Gel di Aloe e la produzione del prodotto.
Lo zenzero può essere anch'esso acquistato nei negozi specializzati in prodotti naturali per il benessere, negli ipermercati e dal tuo fruttivendolo di fiducia. L'importante è controllare la provenienza, di solito è importato dalla Cina. Quindi fai attenzione!

domenica 18 dicembre 2016

Imparare a leggere le etichette è semplice.

Ogni giorno siamo bombardati dai media con pubblicità ingannevoli. Ora con lo scandalo dell’olio di palma molte aziende lo stanno togliendo dai loro prodotti, si legge ormai ovunque a caratteri cubitali SENZA OLIO DI PALMA, ma parliamoci chiaro l’olio di palma è uno degli ultimi problemi.
Le industrie alimentari giocano molto sulla psicologia e con scritte ambigue attraggono i consumatori all'acquisto dei loro prodotti. Scegliere i prodotti più sani al supermercato diventa così difficile. Non disperatevi… l'unica via percorribile è quella di leggere le etichette o utilizzare sistemi che lo facciano al tuo posto come Bio Style Life, l'app che si prende cura della tua salute. Tuttavia la maggior parte di noi è all'oscuro di cosa siano ad esempio nitriti, polifosfati e altri additivi espressi in codice.
Ora cercheremo di creare delle regole base e con un po’ di pazienza e allenamento, diventare dei guru del cibo salutare ;)
Io acquisto consapevole: 7 utili consigli.

INIZIAMO


1)L'ORDINE con cui appaiono gli ingredienti nell'etichetta non è casuale, ma è regolato per legge. In particolare gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantità, in altre parole il primo ingrediente è più abbondante del secondo che a sua volta è più abbondante del terzo e così via. Spero che sia chiaro; 
Esempio pratico

L’acqua in questa etichetta è il primo ingrediente e quindi è più abbondante del secondo ingrediente in questo caso dello zucchero ( e per fortuna), e quindi lo zucchero è più abbondante dell’anidride carbonica e cosi via….


2)GLI ADDITIVI 
sono: conservanti, coloranti, emulsionanti, esaltatori di sapidità, correttori di acidità, antiossidanti etc. Di molti additivi NON è stata provata alcuna conseguenza negativa sulla salute, ma NON si ha nemmeno la certezza che con il tempo non siano nocivi, perciò ricordiamoci solo di quelli, sospetti o che in grosse quantità ci possono far del male: 

- Nitrati (E249 e E250) e Nitriti (E251 e E252), sono conservanti utilizzati nei salumi, insaccati e carni lavorate. I nitrati in piccole dosi non sono pericolosi, mentre i nitriti legandosi alle ammine presenti in altri cibi formano le nitrosammine, considerate potenzialmente cancerogene.
- Polifosfati (E450), si trovano principalmente negli insaccati cotti, il prosciutto cotto, la spalla cotta e nei formaggi fusi, per renderli più morbidi e succosi. Possono dare problemi digestivi e poiché forniscono all'organismo dosi massicce di fosforo, per poter essere eliminato, questo minerale è legato agli atomi di calcio e poi eliminato insieme. In pratica, un eccesso di fosforo si traduce in una perdita di calcio, a danno di ossa e denti. Sarebbe bene evitarli, soprattutto nell'alimentazione dei bambini; proprio per questi aspetti le nuove norme sul prosciutto cotto vietano l'uso di questi additivi nei prosciutti cotti di alta qualità.
- Solfiti (da E220 ad E227), questi additivi sono irritanti per il tubo digerente e distruggono la vitamina B1, fondamentale per il sistema nervoso. Inoltre, possono dare reazioni allergiche e sono sospettati di essere legati all'iperattivismo infantile.
- Acido alginico e alginati (da E400 ad E405) e le carragenine (E406 e E407) possono provocare reazioni allergiche e, se ingeriti in grandi quantità, alterano il metabolismo.
- Butilidrossianisolo (E320), secondo alcuni, potrebbe distruggere la vitamina D, aumentare i livelli di colesterolo e causare allergia.
- Sorbitolo (E420), Mannitolo (E421), sono dolcificanti che possono causare problemi allo stomaco.
- Coloranti gialli (da E101 ad E110), sono controindicati per chi è allergico all'acido acetilsalicilico e per gli asmatici.


Occhio! Per la legge italiana ci sono prodotti che non possono contenere additivi:
acqua minerale; burro; caffè; latte; miele, olio di oliva; pasta secca; the in foglie; yogurt bianco; legumi e verdura fresca. 



3)TERMINE DI SCADENZA, in realtà (ma non sempre) un periodo di conservazione minore indica un minor utilizzo di conservanti o la presenza d'ingredienti più pregiati. Attenzione anche in questo caso.


4)AZIENDA PRODUTTRICE, nel settore ortofrutticolo dal 15/02/2003 è entrato in vigore un decreto legislativo (dlgs/306/02) che dispone l'applicazione di una carta di identità da applicare alla frutta e alla verdura, in cui sono indicati: natura del prodotto, sua origine, varietà, categoria. Purtroppo sono ancora tanti i commercianti a non applicare la legge. Attenzione molti ancora non rispettano questa legge. 


5)CODICE A BARRE
Il codice a barre, permette di risalire alla provenienza nazionale. Ad esempio: 80 Italia, 30 Francia, 400 Germania, 57 Danimarca, 45/49 Giappone. Già dal codice potete capire molto su quel prodotto.


6) ALLERGENI è vivamente consigliato a leggere attentamente gli ingredienti chi è allergico  o minimamente intollerante ad un solo ingrediente contenuto nel prodotto (magari segnalato), ma potrebbero esserci altri che per reazioni crociate potrebbero essere ugualmente nocivi per la salute.

Vi raccomando occhio a come spendete i vostri soldi!

giovedì 15 settembre 2016

Drink me. Frullato per mantenersi in forma.

Questo frullato ci permette di depurare il nostro organismo, riducendo la ritenzione idrica, favorisce il transito intestinale e, al tempo stesso, ci aiuta ad eliminare le tossine.


Ingredienti

  • 4 arance
  • 2 carote
  • Due fette di ananas
  • Due cucchiai di avena(20 gr)
  • Mezzo bicchiere di acqua (200 ml)

Preparazione

  • Prima di tutto, spremeremo le 4 arance per ottenerne il succo, che metteremo nel frullatore.
  • A seguire, laveremo e taglieremo a pezzi la carota e la aggiungeremo al succo.
  • Faremo lo stesso con la fetta d’ananas.
  • Infine, aggiungeremo anche l’avena e, se necessario, mezzo bicchiere d’acqua per poter frullare meglio.
  • Frulleremo per qualche istante e lo serviremo senza filtrarlo.

venerdì 9 settembre 2016

I 10 cibi che creano dipendenza come le droghe.

Vi siete mai ripromessi di mangiare qualcosa e pensare: “ne mangio solo un po“ e poi finite per mangiarlo tutto.
Il cibo (come le droghe!) oltre a regalarci conforto e piacere ci da appagamento.
Si tratta di vere e proprie dipendenze che portano chi consuma tali alimenti a desiderarne quantitativi sempre maggiori. I motivi che fanno sì che tali alimenti creino dipendenza sono diversi e svariati studi hanno confermato che la responsabilità siano da attribuire in particolare a zuccheri e grassi. Quindi parliamo di:

1.       Formaggio  
2.       Cioccolato 
3.      Patatine fritte
4.       Biscotti
5.       Gelato
6.       Hamburger
7.       Bibite gassate
8.       Bacon
9.       Pasta/farina
10.     Pizza

Secondo una ricerca dell’Oregon Research Institute pubblicata online dall’American Journal of Clinical Nutrition, il gelato se assunto molto spesso, genera un desiderio simile a quello dei tossicodipendenti da cocaina. Anche sul cioccolato ci sono stati studi specifici. La dottoressa Sara Farnetti, specialista in medicina interna e nutrizione funzionale di Roma,  spiega che il cioccolato “contiene non solo degli stimolanti, ma anche melatonina e soprattutto triptofano, precursore della serotonina: l’ormone del buonumore. E dunque è proprio questo effetto sull’umore a creare dipendenza. Insieme forse a una sostanza, l’anandamide, che è simile al principio attivo della marijuana, il Thc”.


Quanto, invece, ai cibi grassi, il meccanismo che si genera è simile a quello che si innesca con gli zuccheri; cambiano però le sostanze che si producono. Secondo uno studio svolto dall’Università della California di Irvine e dell’Istituto italiano di Tecnologie di Genova, tutto parte dalla lingua: una volta assaggiato un cibo ricco di lipidi, al nostro cervello arriva un segnale rinviato a sua volta all'intestino come stimolo a produrre endocannabinoidi, sostanze simili a quelle che ci sono nella marijuana e che spingono il cervello a richiedere ulteriori grassi. Ad esempio, i formaggi secondo uno un'altro studio della University of Michigan, il responsabile di tutto è la caseina. Questa proteina viene scissa durante la digestione, rilasciando tutta una serie di oppiacei chiamate casomorfine.
Il consiglio è quello di mangiare tutto ma con moderazione.

Questo articolo è solo informativo e fa affidamento a fonti trovate su internet. Quindi prendete queste informazioni come motivo di intrattenimento. 


giovedì 8 settembre 2016

Aloe vera. Taglia e ...

Fase 1: Tagliare i lati e la punta della foglia dell'aloe vera




Fase 2: Con l'aiuto di un pelapatate o di un coltello, tagliare lo strato superficiale. Non fatevi male, del gel d'aloe non ci vale un dito!


Fase 3: Questo passaggio può essere un po 'difficile. 



Fase 4: A questo punto ottieni  un bel po 'di gel di aloe vera.




mercoledì 7 settembre 2016

Cosa sai dell'aloe vera?

L’Aloe vera (Aloe barbadensis Miller) può essere utilizzate per l’estrazione sia del gel (per uso esterno) che del succo (per uso interno). 

Risultati immagini per aloe vera


Il gel è efficace nel trattamento topico di 
  • Infiammazioni e dermatiti: l'aloe ha un potente effetto antidolorifico e antinfiammatorio. La composizione chimica dell'aloe inibisce la produzione dei neurotrasmettitori prodotti localmente dai tessuti danneggiati, che provocano il dolore e l'arrossamento delle infiammazioni cutanee. Il gel di questa pianta è adatto anche nel caso di dermatiti batteriche grazie alle sue proprietà antibatteriche. 
  • Escoriazioni e ferite: l'aloe stimola e accelera la rigenerazione delle cellule dei tessuti danneggiati, favorendone così la cicatrizzazione.
  • Eritemi solari e ustioni lievi: l'effetto lenitivo e rinfrescante dell'aloe dà sollievo alle scottature e stimola il rinnovamento della cute. 


    Il succo è efficace nel trattamento di 
  • Gastrointestinali: ottima per migliorare la digestione e per far fronte ai problemi dell’apparato digerente. Alcuni studi hanno dimostrato che questa pianta favorisce l’assorbimento dei nutrienti, aiuta ad eliminare i germi nocivi dell’apparato digerente, ripristina la flora intestinale ed è efficace contro i batteri prodotti dalle ulcere. 
  • Previene il diabete: l’aloe aiuta a regolare i livelli di trigliceridi e riduce il glucosio nei casi di diabete di tipo II.


Fate attenzione

Bisogna evitare il consumo di aloe vera durante la gravidanza e l’allattamento.
Per scartare una possibile allergia, cospargete sulla parte interna del braccio un po’ di gel di Aloe Vera, aspettate dai 20 ai 30 minuti e se non si verifica nessuna reazione, potete utilizzarla senza inconvenienti.
Bisogna evitare di utilizzare questa pianta insieme a farmaci o erbe medicinali con proprietà diuretiche, lassative, anti-glicemiche, anti-coagulanti, corticosteroidi; l’aloe vera potrebbe potenziare gli effetti dei suddetti farmaci o erbe portando ad effetti controproducenti.

Da ricordare
Bisogna ricorrere a tutte le piante medicinali o ai rimedi naturali con grande responsabilità. Ricordate che l’aloe, anche se è un prodotto naturale, non può essere utilizzato in modo smisurato con la speranza di ottenere maggiori benefici. Tutto deve essere assunto nelle giuste quantità.

mercoledì 3 febbraio 2016

Sei stressato e depresso? Scopri i cibi della felicità...


Alcuni cibi possono influenzare la produzione di serotonina, ovvero l’ormone che viene definito del ‘buonumore’ o più semplicemente della felicità. Quali sono allora gli alimenti consigliati e quelli da consumare con moderazione?



Una dieta ricca di carne tende a far aumentare nel cervello il livello di due neurotrasmettitori, la dopamina e l’adrenalina (quest’ultimo controlla anche la nostra aggressività) e a diminuire quelli di serotonina. Alti livelli di dopamina e adrenalina contribuiscono ad aumentare lo stress nelle persone e, alti livelli di stress possono danneggiare i neuroni presenti nella zona dell’ippocampo (zona del nostro cervello dedicata all’ apprendimento, alla memoria e alle emozioni).

 Per i ricercatori giapponesi infatti, una dieta composta esclusivamente da vegetali proteggerebbe dalla depressione e, un aumento di frutta, verdura, funghi e soia ne ridurrebbe i sintomi dove già presente. Quindi non si tratterebbe di psicologia, ma di vera chimica. E’ infatti la serotonina (l’ormone della felicità o del buonumore, se preferite) la chiave di tutto: questo neurotrasmettitore viene prodotto a partire dal triptofano, un aminoacido la cui presenza e disponibilità è fortemente legata alla nostra alimentazione. La pasta (così come i cereali integrali), funghi, frutta e verdura (e più in generali tutti gli alimenti ricchi di fibre), contribuiscono  a mantenere costante il livello di serotonina nel nostro cervello, mantenendo così sotto controllo l’umore, le emozioni, i desideri e l’appetito. Mangiate più sano e sarete più felici :D


martedì 2 febbraio 2016

Quanti tipi di sale conosci?

Non tutti sanno che oltre al normale sale da cucina ne esistono anche diverse qualità provenienti da tutto il mondo e riconoscibili per il loro colore. Tra questi il sale blu di Persia o il rosso delle Hawaii, alcuni antichissimi e ognuno con qualità proprie.

 Eccoli:
Sale Rosa dell’Himalaya: è considerato il sale più pregiato. Il sale Himalayano non è un comune sale marino, ma si tratta di una formazione cristallina che risale a circa 250 milioni di anni fa e che ha una struttura particolare dovuta alle elevate pressioni a cui è stato sottoposto.. E’ privo di additivi e delle sostanze inquinanti che impoveriscono il sale marino.  E’ l’unico che contenga tutti gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno nelle giuste proporzionie, cosa non da poco, non è raffinato, cioè non è trattato chimicamente in alcun modo. Il sale rosa dell’Himalaya ha un gusto meno aggressivo e non copre i sapori degli altri cibi, ma li accompagna e li esalta. Questo sale è completamente assimilabile dall’intestino, il quale non deve impegnarsi per scinderlo in parti più piccole, ma riesce quindi a digerirlo subito. Grazie agli oligoelementi presenti (a differenza del sale tradizionale, puro cloruro di sodio) non crea ritenzione idrica. Particolarmente indicato sulla carne. Si usa anche per la preparazione di soluzioni idrosaline e in trattamenti benessere.


Sale Blu di Persia: E’ una salgemma naturale che proviene dalle millenarie miniere di sale dell’Iran. E’ molto raro e la sua particolare colorazione è di colore giallo o rosa e che soltanto rarissimamente prende la tonalità blu. Si caratterizza per una decisa sapidità ed un retrogusto leggermente speziato. Macinato al momento, lo si utilizza come un comune sale da tavola per condire, oppure in grani, per decorare piatti ricercati. Il sale Blu di Persia è naturalmente ricco di potassio e cloro.




Sale Rosso delle Hawaii: Alaea è il tradizionale sale da tavola Hawaiano, che prende il nome da un minerale naturale, un’argilla rossa di origine vulcanica (1%). Durante il processo di evaporazione l’argilla arricchisce il sale di ferro, conferendogli il suo caratteristico colore rosso. Ha una vivace sapidità unita ad un retrogusto leggermente ferroso, dato dal contenuto di ferro fino a cinque volte superiore a quello contenuto nel sale comune. Per il suo sapore è particolarmente adatto ad accompagnare carne grigliata o arrostita e pesce grigliato. 


Sale Grigio di Bretagna: questo sale viene prodotto a sud della Bretagna. . Il colore è dovuto ad una particolare tipologia di argilla che depositandosi sui fondali delle saline va a nutrire il sale e a donargli, assieme ai minerali , la caratteristica colorazione grigiastra. Dal punto di vista nutrizionale il Sale Grigio di Bretagna, rispetto al sale marino tradizionale, è più ricco di sali minerali e più povero di sodio. Eccellente con le verdure bollite.



Sale Nero di Cipro: si tratta di un sale raccolto dalle acque dell’isola di Cipro. Questo sale viene arricchito con carbone vegetale ottenuto dalla combustione delle cortecce di legno dolce, quali tiglio, betulla e salice che gli conferiscono il tipico colore. La sostanza ha un forte potere assorbente che viene sfruttato nella cura di malattie intestinali, intossicazioni e avvelenamento.  Ideale per pesce bianco, patate dolci fritte, uova e zuppe. Si utilizza anche come decorazione.



Sale affumicato della Danimarca: come facilmente intuibile dal nome, questo sale viene dalla Danimarca, dove subisce un’accurata affumicatura con il sistema tradizionale tramandato dai Vikinghi con il legno di quercia, ginepro, ciliegio, faggio e olmo rosso. Ottimo per insaporire carni e verdure, aggiunge un sapore particolarmente saporito ai vostri piatti.




Sale della Camargue o Fior di sale (Fleur de sel):  è un sale grezzo, prodotto nel sud della Francia, è raro e pregiato. Candido, viene
 chiamato anche “Il caviale del sale”, ed è molto apprezzato dai migliori chef di tutto il mondo  che lo utilizzano per arricchire di sapore le insalate, i funghi, le patate, le zuppe di verdure, di cereali, carni e pesce. Il fior di sale non è raffinato, è iposodico, e non addizionato con antiaddensanti o conservanti.






martedì 19 gennaio 2016

Trattamento anti-caduta

Le soluzioni naturali contro l' anti caduta.
Ingredienti:

  • 40 ml di olio di mandorle
  • 10 ml di olio di ricino
  • 40 ml di olio di cocco
  • 5 ml di olio essenziale di lavanda
  • 3 gocce di vitamina E

Preparazione:
  • Prima di tutto, mescolate l’olio di mandorle con l’olio di ricino e di cocco, fino a quando non saranno completamente integrati.
  • Adesso, incorporate l’olio essenziale di lavanda e il contenuto delle tre capsule di vitamina E.
  • Versate il composto in un vasetto di vetro e conservatelo in luogo fresco e asciutto.
Modalità d’uso
  • Prendete un po’ di questo olio e applicatelo sul cuoio capelluto, realizzando un leggero massaggio con la punta delle dita.
  • Fate questo trattamento in modo regolare, prima di andare a dormire e lasciate che agisca tutta la notte.

lunedì 18 gennaio 2016

I benefici dell'olio di ricino

L’olio di ricino è conosciuto soprattutto per le sue proprietà come lassativo naturale, ma viene impiegato anche per altri scopi:
 Le proprietà dell’olio di ricino sono:
  • Alleviare la colite: per poter alleviare il dolore legato a questo disturbo dello stomaco e dell’intestino potete fare degli impacchi da applicare sul basso ventre. Inumidite un panno nell’olio di ricino e lasciate agire per una o due ore. Potete anche usare una borsa dell’acqua calda o un cuscino termico. Potete ripetere il procedimento due volte al giorno.
  • Eliminare i calli dei piedi: potete ammorbidire questi accumuli di pelle morta sui piedi utilizzando l’olio di ricino. Imbevete un batuffolo di cotone con dell’olio di ricino e collocatelo direttamente sulla zona in questione. Sistematelo per bene ed indossate dei calzini per evitare che si sposti. Lasciate agire tutta la notte e il mattino seguente limate il callo che nel frattempo si sarà ammorbidito.
  • Alleviare il dolore dovuto all’artrite: se vi fanno male le articolazioni a causa dell’artrite, l’olio di ricino può esservi di aiuto. Riscaldate in una padella tre cucchiai di olio di ricino per tre minuti. Imbevetevi un panno o un batuffolo di cotone e sfregatelo sulla zona che vi fa male. Coprite con un fazzoletto o un panno asciutto e con un cuscino termico per mantenere la temperatura. Lasciate agire almeno mezz’ora (massimo un’ora). Non ricorrete a questo rimedio se la zona in questione è infiammata.
  • Allungare le ciglia: si tratta di un uso cosmetico dell’olio di ricino che serve a rendere le ciglia più folte e lunghe. Potete applicarlo direttamente sulle ciglia con l’aiuto di un pennello o di uno scovolino di un mascara pulito. Ripetete il procedimento tutte le sere prima di andare a dormire senza risciacquare.
  • Ridurre le occhiaie: basta applicare un goccia di olio di ricino sotto l’occhio con l’anulare ed effettuare un leggero massaggio per far penetrare il prodotto. Lasciate agire tutta la notte.
  • Prendersi cura della pelle: l’olio di ricino è un ottimo idratante, per questo è tra gli ingredienti base di molte creme e prodotti cosmetici. Ha un’azione emolliente, ammorbidisce e protegge la pelle, sia in forma di lozione, sia se presente in pomate, saponi, etc. Aiuta a trattare le pelli molto secche, eczemi, pelli squamose, herpes, ulcere di lieve entità, bruciature e ferite superficiali. Èanche saponificabile, cioè convertibile in sapone, quindi può essere usato nella preparazione di shampoo per avere capelli più morbidi, luminosi e sani. È utile anche per il trattamento degli orzaioli, della forfora, delle punture di insetto, soprattutto di zanzare. È un ottimo alleato per combattere l’invecchiamento cutaneo.
  • Rafforzare le unghie: se avete unghie fragili che si sfaldano, applicate su ogni unghia dell’olio di ricino aiutandovi con un batuffolo di cotone opure versatene qualche goccia in una boccetta di smalto. Essendo una fonte di vitamina E, l’olio di ricino restituirà alle vostre unghie un aspetto luminoso e sano.
  • Massaggiare il corpo: può essere usato come olio per il corpo per fare dei massaggi decontratturanti o antinfiammatori. È utile anche per alleviare i dolori muscolari e quelli alle articolazioni. Viene ampiamente utilizzato anche nell’ambito dell’aromaterapia.

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venerdì 15 gennaio 2016

Bio Style Life app

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